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Arte e pittori itineranti
Andando di borgata in borgata, di casa in casa, di chiesa in chiesa è possibile scoprire a Gambasca almeno una ventina di dipinti murali, rappresentanti immagini sacre, tracce d'arte di quelli che venivano chiamati pittori itineranti di montagna.

Alcune opere sono ben conservate e presentano ancora colori vivaci, altre, situate in borgate ormai abbandonate, sono solamente più una sbiadita immagine di quello che doveva essere il dipinto originale.

Con il termine di pittori itineranti si indicavano quegli artisti che giravano di paese in paese offrendo la propria arte per un compenso accettabile (talvolta anche solo un pasto caldo) a clienti di modeste possibilità, con materiali poveri e spesso con scarsità di colori.

Erano gli autori di dipinti murali, affreschi e piloni votivi, segni religiosi di antica trama catalogati tra gli episodi di arte minore e popolare, che sanno tuttavia trasmettere un intenso spirito espressivo.

Molto spesso i soggetti si ripetevano in luoghi e valli diverse.

E' così che antichi piloni o mura di baite prendevano vita, grazie all'opera di pittori autodidatti che, nella maggior parte dei casi, traevano ispirazione dai santi locali oppure curiosando tra dipinti che venivano esposti nelle parrocchiali più importanti copiando i tratti e gli elementi accreditati dagli autori di "arte maggiore".

A Gambasca sono evidenti i passaggi di due pittori che negli ultimi anni, in Valle Po e non solo, sono stati oggetto di studi e ricerca: GIORS BONETO e GIUSEPPE GAUTERI.
GIORS BONETO. Vita e opere

Tra la fine del Settecento ed i primi anni del secolo successivo il pittore itinerante che ha dipinto il maggior numero di opere sui muri dei paesi delle Alpi cuneesi (Valli Po,Varaita, Maira, Grana, Stura, Vermenagna e Colla) fu Giors Boneto che talvolta si firmava “pittore di Paesana”.

Era un artista dalla tecnica limitata, ma dallo stile personale rimasto riconoscibile a distanza di secoli.

Nato a Pratoguglielmo a Paesana (Valle Po) il 19 Febbraio 1746, dopo la morte del padre (1774) si trasferì a Sanfront dove si sposò ed ebbe un figlio che morì a soli tre mesi. Nel 1779 perse anche la giovane moglie ed accentuò il suo itinerare per le valli.
Per il momento non c’è stato modo di risalire al luogo in cui morì Giors Boneto.
 
Con la sua enorme produzione ha contribuito a modellare l’aspetto estetico delle borgate di montagna. Le sue opere infatti, pur nella loro semplicità, mitigavano l’austerità delle costruzioni, conferendogli un’aria familiare, grazie alle vivaci macchie di colore che si evidenziavano sui toni grigi dei muri a secco.
L’impaginazione delle figure ripeteva schemi semplici, con un soggetto centrale (Gesù in croce o la Madonna con il bambino) affiancato ai lati dai Santi di riferimento per il committente o per il luogo.
Si tratterà solo di “arte minore”, ma è con i suoi  semplici dipinti che Giors Boneto, povero e sfortunato pittore itinerante, è riuscito a
trasmettere alcuni significati del semplice, ma grande passato delle nostre montagne.
 
Complessivamente si possono contare sul territorio circa 300 opere del pittore. Tra queste, sono ben 192 i dipinti murali e i piloni votivi firmati o attribuibili a Giors Boneto che si possono ricondurre ad una data precisa. Il lungo periodo di attività di Giors Boneto va dalle prime opere del 1777 nelle Valli Po e Varaita (a 31 anni) fino al dipinto realizzato nel 1828, alla veneranda età di 82 anni, ai Marchetti di Paesana. Si tratta di 51 anni di “carriera artistica”.
Instancabile, trascinato non solo dalle esigenze di sopravvivenza, ma anche dalla passione, Giors ha percorso migliaia di chilometri, ha dipinto centinaia di opere, unendo i sentimenti di migliaia di valligiani che tramandavano, con le semplici immagini colorate sui muri delle loro case, un loro piccolo segno di speranza.




GIUSEPPE GAUTERI. Vita e opere

Nacque a Busca il 30 settembre del 1805 da una famiglia di pittori e, nel suo itinerare di paese in paese, dove il suo lavoro di pittore lo conduceva, ha trasferito la sua residenza da Rossana a Levaldigi ed infine a Martiniana Po.

Spesso, nei suoi dipinti si firmava curiosamente “fratello di tre cavalieri”, ma chi erano questi cavalieri? Dalle cronache del tempo sappiamo che si trattava dei fratelli Luigi, Giovanni e Francesco fregiati della croce del cavalierato per i loro meriti artistici. I fratelli di Giuseppe erano pittori di maggior fama e superiorità artistica, furono loro a dipingere, nel Duomo di Saluzzo, la decorazione neogotica in luogo dell’austera tinteggiatura grigio-cenere.
Si sposò con Ludovica Anna Costamagna di Revello ed ebbe due figli (Caterina e Giovanni Battista). Morì a 73 anni l’11 dicembre del 1878.
  
Il capostipite della bottega Gauteri è stato il padre Lorenzo, di Busca, che ha trasmesso ai figli la passione per l’arte. Sebbene le sue doti artistiche non eguagliassero quelle dei fratelli, Giuseppe Gautieri testimoniò con la sua arte popolare la fede semplice, ma autentica dei suoi tempi.
Nei lavori di Giuseppe, soprattutto nei piloni votivi e nei dipinti murali, appare evidente la sua difficoltà ad “impaginare”, ossia a mettere in relazione i soggetti, mentre negli spazi ristretti delle nicchie il pittore è riuscito a posizionare meglio il soggetto singolo. Negli affreschi invece, in particolare in quelli di grandi dimensioni, spesso i soggetti sembrano essere stati posizionati in modo un po’ casuale.
Dipinse certamente fino all’età di 72 anni.
 
In Val Varaita dipinse 22 tra piloni e cappelle, in Val Maira lasciò ben 34 opere, mentre in alta Valle Po se ne contano una ventina, tra firmate ed attribuite. Una delle prime opere datate di Giuseppe Gauteri risulta essere un dipinto murale in Borgata Joulì di Rossana (1831).
La maggior parte dei dipinti gambaschesi (circa una decina) è opera di questo artista, quasi tutti sono datati 1866, periodo che evidentemente testimonia un anno di intensa attività del pittore in paese. In località Carpenetti si trova l’unico dipinto del Gauteri datato 1873, si tratta di un’opera murale molto grande, fortunatamente ancora ben conservata, che rappresenta la crocifissione di Gesù.



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