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Comune di Gambasca
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Le antiche borgate
Sono molte le antiche borgate presenti su tutto il territorio comunale, distribuite sia monte che a valle del concentrico. La maggior parte di esse oggi sono perlopiù disabitate e alcune in stato di abbandono, ma conservano ancora il fascino e le testimonianze dei tipici borghi di montagna.

Moltissime sono le meire isolate, immerse fra i boschi, che anticamente venivano utilizzate come dimora estiva dai contadini che portavano gli animali all'alpeggio oppure addirittura per abitarvi tutto l'anno.

Le borgate gambaschesi sono di varie dimensioni, alcune si caratterizzano anche per la presenza di un solo edificio, altre sono di più ampia estensione e molte recano sui muri esterni l'effige di qualche santo, segno di un'attenta religiosità popolare.

A seconda del luogo in cui sono sorte, solitamente vicino a rii e torrenti, alcune di queste si sviluppano in un agglomerato di case, il più delle volte raccolte attorno ad un'aia che serviva da vera e propria agorà per gli abitanti.

Stalle, secù, fienili e forni rappresentano gli elementi fondamentali della vita contadina di un tempo.

Altre borgate invece si caratterizzano per la tipica disposizione a ferro di cavallo con grandi archi (e imponenti portoni in legno) che ne accompagnano l'ingresso, ma che, allo stesso tempo, fungevano da difesa.

La tipicità dell'architettura di queste borgate è dimostrata dal fatto che il paese non si sviluppó in un unico nucleo storico, ma al contrario in numerose grange e borghi sparsi sul territorio, spesso distanti l'uno dall'altro.

Le principali borgate gambaschesi sono: Carpeneti, Giordana, Mulino, Roggero, Nari, Ciafrè Nari, Brich d'Tumassin, Terbus, Giusiana, Free e Marchetti, Rittana e Costanza, Castinel, Brich Genre, Tomatis e Billia, Brignola, Para e Barra, Santa Lucia e San Rocco.

Picat, Poulan, Baile, Lantermin, Lo del Ruè, Ruà Pra Bonino sono i nomi di altri piccole borgate del paese.
Borgata CARPENETI

E’ la più estesa borgata del paese e conta un centinaio di abitanti. Si estende a nord-ovest del paese, compresa fra il confine con il comune di Sanfront e il torrente La Gambasca. Il territorio degrada dolcemente verso il Fiume Po, con un dislivello che passa dai circa 470 mt. della Cappella di San Defendente ai 420 mt. circa delle pianure alluvionali del Po. Etimologicamente, il nome del luogo è facilmente identificabile nella radice del toponimo “carpini”, pianta della famiglia delle betulaceae e parente stretto del nocciolo.  

Originariamente la prime abitazioni sorsero nel nucleo più antico e più a valle della borgata chiamato appunto Carpeneti, di cui si hanno notizie già nel 1600. Altre vecchie abitazioni sono presenti nelle località definite: Case Moine, dal nome di una nota famiglia del luogo, dove sono presenti due immagini sacre del pittore Gautieri, Case Bernardi, altro nome di famiglia, a ridosso del torrente La Gambasca, e Case Melindo che prendono il nome da un curioso personaggio (Melindo) che eresse nel 1900 un pilone votivo.

Nel corso degli anni il luogo ha supportato una buona espansione edilizia e oggi conta molte nuove abitazioni. La borgata è altresì caratterizzata dalla Cappella di San Defendente (sec. XV), situata direttamente tra l’imbocco della strada che attraversa il centro abitato e la strada provinciale che porta a Sanfront. Nella località Tusche è presente un pilone votivo, purtroppo attualmente in grave stato di degrado, risalente probabilmente alla seconda metà del ‘800 con ancora alcune tracce di affreschi raffiguranti i santi Pietro e Giovanni dipinti dal Gauteri.

Nella località resiste una discreta vocazione agricola: nella campagne attorno al fiume Po da alcuni anni si è sviluppata la coltivazione dei piccoli frutti come mirtilli, fragole e ribes, ma anche di albicocche e prugne. Sono presenti inoltre piantagioni di pioppeti, mais e campi di foraggio a servizio di alcune fattorie. Passeggiando per le vie sterrate di campagna nei campi attorno al Po è facile incontrare cinghiali, tassi, e volpi; ma anche specie di animali protette come caprioli e aironi introdotte di recente nel Parco del Po.



Borgata GIORDANA

Borgata situata antistante la cappella di San Defendente, a pochi metri dal confine con il Comune di Sanfront. E' formata da un gruppo di case che si sviluppano parallelamente alla omonima strada (Via Giordana) che ne costeggia il perimetro posteriore. Offre un panorama sulle montagne del paese e sul poco distante torrente La Gambasca.


Borgata MULINO

Posta sulla sponda destra del torrente La Gambasca, la borgata oggi si presenta interamente nuova e moderna. Le vecchie case sono state tutte completamente ristrutturate, trasformando l'aspetto di questo antico borgo che, in passato, ebbe un ruolo fondamentale per il paese.

Il nome stesso della borgata racchiude ciò che un tempo la caratterizzava: qui sorgeva uno dei due mulini di Gambasca, chiamato Mulin d’Bergè. Di antichissime origini, già possesso del Monastero di Rifreddo, fu venduto all’asta nel 1802, quando l’ordine delle monache fu soppresso, e successivamente acquistato dal signor Bergero Stefano, da qui l’appellativo al famoso mulino.

Un tempo qui era concentrata la maggior parte della produzione di farina di grano e granturco; oggi purtroppo non ne rimane alcuna traccia.

Borgata ROGGERO

Immersa nelle campagne a valle del paese, a circa 425 mt. slm., la borgata prende il nome da una delle famiglie più famose e titolate del luogo.

La casata dei Roggero è di antica origine saluzzese, ma conta diversi rami sparsi in varie zone del Piemonte. A Gambasca i Roggero sono presenti dal 1600 come Casata di nobili privi di titolo specifico, ma che annoveravano personalità importanti, quali notai e avvocati. Il più famoso di questi fu il nobile Giuseppe Roggeri che trasferitosi a Sanfront sposò la figlia del signor Francesco Revelli. Dalla coppia nacque, nel 1786, Giuseppe Francesco Sebastiano Roggeri che in seguito divenne Presidente del Senato del Regno di Sardegna.

Tra i sindaci di Gambasca, ricordiamo Giuseppe Roggero, primo cittadino dal 1973 al 1985.



Borgo SAN ROCCO

Un tempo era sicuramente uno dei più grandi e popolosi borghi di Gambasca, insieme a Santa Lucia e ai Carpeneti.

Chiamata anche borgata Farina, dal nome di una famiglia locale, nel 1897 il parroco annotava nelle sue memorie la presenza di 231 persone dimoranti in questa parte del paese. Oggi le vecchie case sono state quasi tutte ristrutturate e, come successo per Santa Lucia, anche qui il borgo è stato completamente inglobato nel cuore del paese che si allunga lungo la Via Roma.

Caratteristica del borgo è la Cappella di San Rocco, dalla particolare forma ottagonale. 

Borgate TOMATIS e BILLIA

Imboccando Via Comba Nari, poco distante dal centro del paese incontriamo le borgate Tomatis e Billia.

La prima si presenta con un ampio edificio in rovina che si affaccia su di un grande cortile dove è presente un forno che era un tempo a servizio della borgata. Una curiosa "indicazione stradale” dell’epoca indica la direzione della strada.

Poco oltre troviamo i Billia, altra grande borgata quasi del tutto abbandonata, il cui nome è anch’esso riconducibile ad una famiglia locale. E' formata da numerose case un tempo abitate da una numerosa popolazione. All’ingresso alla borgata vi è un grande dipinto, purtroppo molto rovinato, raffigurante la crocifissione  di Gesù Cristo. Da qui la stretta strada che percorre la borgata proseguiva verso Sanfront attraversando il torrente La Gambasca.



Borgata BRIGNOLA

A pochi passi dai Billia, vi è un piccolo gruppo di case sparse chiamato Brignola. Il toponimo si può ricondurre alla parola prugna, brigna in piemontese. Probabilmente il luogo un tempo ospitava delle piantagioni di questo frutto.

Su una delle case, anch'essa ormai in totale stato di abbandono e rovina, vi è un dipinto del Boneto risalente al 1811 e raffigurante la Madonna del Rosario con San Bartolomeo.

Poco distante, sorgeva la ghiacciaia, ovvero un piccolo manufatto dove veniva prodotto e conservato il ghiaccio, utile per la conservazione dei cibi prima dell’invenzione del frigorifero.



Borgata BRICH GENRE

Anche questa borgata si trova in cima ad un’altura, posta a 616 mt. slm, a nord-est del paese, raggiungibile imboccando Via Comba Nari.

Formata da poche case, la borgata è tuttora abitata. Poco distante un sentiero attraversa un boschetto di castagni e porta alla località Brich del Noru, vasto pianoro semi scosceso, un tempo luogo di ritrovo per i giovani del paese che abitualmente festeggiavano qui la Pasquetta

Borgate FREE e MARCHETTI

I Free, o Ferrero, è il nome di un’altra borgata un tempo molto popolata, ma che oggi è purtroppo completamente deserta, dopo che l’ultima abitante la lasciò nei primi anni del 2000. Posta nel vallone di Comba Nari, a circa 600 mt., è formata da numerose case. In passato qui erano presenti alcuni allevamenti di pollame e bestiame.

Seguendo la strada sterrata si giunge ai Marchetti, altra piccola borgata formata da un ristretto gruppo case, anch’essa immersa in boschi di castagni. E’ conosciuta per l’attigua antica cava chiamata appunto Gava di Marchetti della quale, negli ultimi anni, è ripresa la coltivazione.



Borgate LA RITTANA e COSTANZA

La Rittana è il nome di un'antica borgata ormai scomparsa, delle cui case non rimane traccia, anche se la località ne conserva il nome. Le pietre che formavano gli edifici in rovina furono utilizzate, nei primi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, per costruire la Scuola Elementare delle Meire. Così veniva definito l’edificio scolastico che ospitava i bambini delle borgate a monte del paese. La scuola, oggi divenuta edificio privato, rimase in servizio fino agli inizi degli anni ottanta. Della vecchia borgata Rittana, posta a 606 mt. slm., gli anziani ricordano che era formata da un ampio caseggiato con grandi archi. La località è nota anche per alcuni racconti e leggende legate alle masche.

Poco più in basso, bagnata dal Cumbal Rolland, si trova la borgata Costanza, interamente ristrutturata, chiamata anche Lo d’Marusè dal nome di una famiglia locale.

Borgata TERBUS

E' una delle più antiche borgate di Gambasca. Sorge a monte del paese su un gradevole pianoro posto a 680 mt., circondata da prati e boschi di castagno che si estendono a monte della stessa.

Di etimologia sconosciuta, è caratteristica per le sue case in pietra con i tetti in losa, le stalle, i forni, i fienili e i secù dove venivano essiccate le castagne.

Le case, disposte a formare un cortile interno che attraversa tutto il borgo, versano perlopiù in un grave stato di abbandono. Su una di esse è possibile ammirare uno degli affreschi più datati presenti su tutto il territorio gambaschese raffigurante un Madonna incoronata con bambino, San Giuseppe e San Sebastiano, del 1795, opera del pittore paesanese Giors Boneto.

Un tempo la borgata contava 20-30 abitanti.



Borgata GIUSIANA

Situata a monte della borgata Terbus, la borgata Berardo, o meglio conosciuta come Giusiana, prende il nome dallo pseudonimo di una famiglia locale e si presenta come un gruppo di caseggiati allungati che seguono l’andamento della strada che la attraversa.

I gradini in pietra sgretolati e le balaustre in legno segnate dal tempo, rilevano lo stato di abbandono di questa borgata.

Da notare un dipinto del Gauteri raffigurante la Madonna, San Domenico e San Giuseppe e un rustica fontana al centro del borgo.



Borgata CASTINEL

Ultima borgata di dimensioni significative, a 780 mt. slm, è tutt'oggi il centro abitato popolato più elevato del paese. A ridosso si estendono ampi boschi di castagni e faggi che ricoprono la montagna gambaschese. Le case, alcune ristrutturate e altre in stato di abbandono, sorgono su un gradevole altipiano, in passato formato da prati coltivati.

All’ingresso del borgo, sulla parete di un casa, è impresso un bel dipinto del Gauteri raffigurante la Madonna circondata da quattro santi (San Giovanni, Santa Caterina, San Domenico e San Giuseppe) datato 1866.

Da qui la strada prosegue alla volta di Gravera Granda e Col la Gura.

Borgata NARI

Situata a monte del paese, su una terrazza naturale da dove si gode di un bel panorama sulle montagne e sulle borgate di Comba Gambasca di Sanfront.

I Nari furono una delle più popolate borgate del paese fino alla seconda metà del secolo passato. Il borgo, che prende il nome da una famiglia locale, presenta una parte parzialmente ristrutturata con alcune seconde case e abitazioni rustiche, alcune recanti effigi sacre del pittore Gauteri e forse del Boneto

Vecchi forni dove si coceva il pane, fienili e antiche stalle completano lo scenario del luogo. La borgata è circondata da prati, dove dimorano alcuni orti e castagneti, un tempo abbondantemente sfruttati.



Borgata CIAFRE' NARI

Piccola borgata poco distante dai Nari che sorge sulla sponda sinistra del Combale dei Nari, a 760 mt. circa, in un stretta e ombrosa valle circondata da boschi e pinete.

Anche questa località, come molte altre in paese, prende il nome da una famiglia del posto.



Borgata BRICH D'TUMASSIN

Rustico borgo, completamente immerso in un bosco di castagni, che sorge esattamente sullo spartiacque con il Comune di Sanfront, a 775 mt.

Raggiungibile dalla borgata Ciafrè Nari per mezzo di un sentiero, il Brich d’Tumassin sorge sulla cima di un’altura.

Le case sono oggi in completo stato di abbandono; su una di esse è ancora ben visibile un dipinto del Gauteri datato 1866, raffigurante la Madonna con San Giuseppe e Sant'Antonio.

Poco distante sorge un pilone votivo del 1922 anch’esso dedicato alla Vergine Maria.



Borgo SANTA LUCIA

E’ il borgo che si sviluppa a valle della Chiesa Parrocchiale e che oggi è totalmente inglobato in quello che può essere definito “il centro del paese”. Probabilmente fu uno dei primi nuclei insediativi del paese, tanté che alcune delle case che ne fanno parte sono menzionate in documenti del 1400.

Chiamato anche borgo Gabriella comprende, oltre la Cappella di Santa Lucia, la cui costruzione però è datata molto più avanti (1774), Villa Gauthier  dimora della famiglia del teologo Lorenzo Gauthier a cui è intitolata la piazza di Gambasca e Case Miretti,  altro grande cascinale a ferro di cavallo con un grande arco di ingresso.



Borgate PARA e BARRA

A monte della Chiesa Parrocchiale, imboccando le omonime vie che hanno origine da Piazza Gauthier, si raggiungono le borgate dei Para e dei Barra formate da un agglomerato di case nuove e ristrutturate.

In origine la Borgata Barra era formata da un unico edificio che conserva tuttora un bel dipinto della Madonna con i Santi Giovanni e Giobbe, datato 1885.

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